Come si è evoluto in questi anni il telecomando per cancelli ?
nov 2013 28

Negli anni ’70 i soci fondatori di Automatismi Benincà, Aldo e Luigi , decidono di entrare a far parte di un settore emergente, l’automazione per cancelli.

In quegli anni le realtà erano poche, di piccole dimensioni e i prodotti per lo più destinati ad un segmento di nicchia perchè considerati una sorta di status symbol.

La produzione era artigianale, ma con una forte attenzione all’affidabilità.

Il design era visto come elemento secondario per i motori, ma anche per i telecomandi.

I primi esemplari di radiocomandi immessi sul mercato infatti erano assolutamente privi di ergonomia , molto grandi e spesso scomodi.

Negli anni ’90 il mercato esplose e piano piano la diffusione dei sistemi rese  tutto più accessibile facendo emergere nuove esigenze.

L’estetica iniziò ad avere una forte importanza sia nella scelta del dispositivo da applicare alla porta o al cancello , che nel telecomando.

Da allora fino ad oggi design e qualità hanno iniziato a viaggiare parallelamente avendo uno bisogno dell’altro.

Il cliente diventato più sensibile percepisce sempre di più il cancello automatico come un vero e proprio elemento domestico d’arredo e in quanto tale deve necessariamente rispondere a bisogni di praticità, ergonomia ed estetica.

E’ proprio negli anni novanta dunque che si sono introdotti sistemi elettronici lavorando molto anche sugli aspetti visivi, facendo dunque un salto importante.

Oggi la concorrenza sui trasmettitori e conseguentemente la scelta del consumatore avviene sempre più non solo sulla portata e la durata dello stesso , ma sul design e nelle funzioni accessorie.

Un esempio di funzioni accessorie e di evoluzione di questo dispositivo è l’integrazione del transponder o ancora la presenza nel telecomando di led per la visione notturna.

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